fraught

[…] il fiume aveva imparato in secoli di viaggi, lui, il grande saggio, l’unico a sapere la strada più bella e dolce e mite per arrivare al mare senza farsi male. […]

 

[…] quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. e qualcuno – un padre, un amore, qualcuno – capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume – immaginarlo, inventarlo – e sulla corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. questo, davvero, sarebbe meraviglioso. sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. e le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. farsi ferire, anche. morirne. non importa. ma tutto sarebbe, finalmente, umano. basterebbe la fantasia di qualcuno – un padre, un amore, qualcuno. lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. strada clemente, e bella. una strada da qui al mare.[…]

 

[…] poi non è che la vita vada come tu te la immagini. fa la sua strada. e tu la tua. e non sono la stessa strada. così… io non è che volevo essere felice, questo no. volevo… salvarmi, ecco: salvarmi. ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. no. sono i desideri che salvano. sono l’unica cosa vera. tu stai con loro, e ti salverai. però troppo tardi l’ho capito. se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti male. è lì che salta tutto, non c’è verso di scappare, più ti agiti più ti si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. non se ne esce.[…]

 

[…] – ogni tanto mi chiedo che cosa stiamo aspettando.
silenzio.
– che sia troppo tardi, madame. […]

 

[…] venivano dai due più lontani estremi della vita, questo è stupefacente, da pensare che mai si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capo a piedi l’universo, e invece nemmeno si erano dovuti cercare, questo è incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo è il meravigioso. […]

 

[…] forse il mondo è una ferita e qualcuno la sta ricucendo in quei due corpi che si mescolano – e nemmeno è amore, questo è stupefacente, ma è mani, e pelle, labbra, stupore, sesso, sapore – tristezza, forse – perfino tristezza – desiderio – quando lo racconteranno non diranno la parola amore – mille parole diranno, taceranno amore – tace tutto, intorno […]

 

[…] il mondo di fuori è sempre là. puoi fare qualsiasi cosa ma stai certo che te le ritrovi al suo posto, sempre. c’è da non crederci, ma è così. […]

 

[…] non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. ti ho amato perchè il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. e lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce a immaginarsi il desiderio. […]

 

 

baricco

fraughtultima modifica: 2007-12-30T14:35:00+01:00da es-senza83
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