felice tristezza

casa vuota.. balcone aperto.. poca aria.. fuori come odore di pioggia.. o forse è solo la terra bagnata del giardino nel cortile di fronte appena innaffiato..

tv accesa nell’altra stanza a volume basso.. previsioni meteo.. luce accesa.. letto sfatto.. robe stirate..

seduta sulla sedia.. gambe incrociate non toccano per terra.. ad abbracciarmi musica maliconica..

 

e si.. stasera è così.. un po’ vuota e allo stesso tempo piena.. riprendo a pensare eppure no..

 

oggi..alcuni secondi di assenza dal lavoro e presenza nel mio fondo.. improvvisamente.. senza accorgermene.. ero via..

 

deve essere una cosa.. una cosa ciclica.. l’una dipende dall’altra e viceversa.. sto bene con me quando sto bene con gli altri.. sto bene con gli altri quando sto bene con me… e questo equilibrio è risaputamente instabile.. basta un soffio.. e crolla!

 

divento serenamente e felicemente triste.. mi cullo con canzoni e autocarezze..

 

si.. un po’ di vera solitudine mi farà bene..

 

spero mi faccia mettere ordine.. o forse sono troppo stanca…

 

mi chiedo per quale assurda legge della natura… .. . no.

 

non sopporto nn riuscire ad ascoltarmi.. e per quanto mi sforzi finisce sempre che sento!.. e non muore ciò che dovrebbe.. ciò che vorrei che morisse..

 

osservo le persone.. qui ce ne sono molte.. sia uomini che donne.. sia bimbi che anziani.. sia giovani che adulti.. mi chiedo dove stanno andando.. da dove vengono.. che hanno fatto prima di uscire.. che staranno pensando.. se sono felici.. sembrano tutti molto presi dalle loro vite.. sembra che le vivano molto intensamente.. mi chiedo se mai si fermano e ci pensano alla loro vita.. e a quella degli altri.. leggono il giornale.. o un libro.. o hanno le cuffie alle orecchie.. chissà che sentono.. qualcuno chiude gli occhi.. ma tutti è come se fuggissero.. tutti in un altro mondo.. in un altra dimensione.. quasi come se fossero infastiditi da quella in cui stanno.. un po’ come faccio anche io alla fine.. mi chiedo quanto si rendano conto..

 

ieri mi ha colpito una vecchietta.. la tipica vecchietta un po’ paffutella dalla faccetta simpatica.. la paglietta in testa.. vestita di celeste.. con i fiori.. attendeva l’autobus seduta e assorta come a fare dei calcoli su un foglietto sopra un’agendina tutta strana.. così assorta da perdere l’autobus.. e senza un minino accenno di nervosismo o rabbia.. si risiede e riprende da dove aveva interrotto.. e poi sale al successivo.. con me.. capitiamo di fronte.. la vedo finire i suoi conti.. conservare foglietto, agenda e penna nella borsa pure di paglia.. incrociare le mani sulle gambe.. alzare lo sguardo e guardare fuori dal finestrino con un sorriso sulle labbra.. forse era senza denti.. ma aveva un’espressione così serena.. mi sono chiesta.. chissà che vita ha fatto.. chissà com’era da giovane.. chissà se è così perchè è davvero serena o perchè tornata bambina con l’età..

 

osservo i ragazzi.. nessuna ispirazione.. forse ne sto diventando davvero allergica.. ne provo repulsione eppure attrazione.. non lo so.. non lo so che ho.. spesso penso che mi basterebbe qualche coccola e tutto si placherebbe.. e mi addormenterei placidamente.. altre volte mi dico che poi nn basta.. che mi occorre altro.. (una “cosa” nuova dentro..).. altre ancora credo di aver trovato e non essere stata capace di prendere.. mentre altre volte ancora cerco di convincermi che se è andata così.. così doveva.. e ritorno nel solito dilemma: forzare o lasciare andare?.. il limite.. mi sfugge il limite.. o meglio l’ho compreso.. ma l’ho compreso solo razionalmente..

 

oggi ho iniziato un nuovo libro: la solitudine dei numeri primi… spero mi accarezzi un po’..

felice tristezzaultima modifica: 2008-07-30T22:58:00+02:00da es-senza83
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4 pensieri su “felice tristezza

  1. Una qualsiasi storia potrebbe risolvere alcune cose ma non è detto che il vuoto si riempia. Alla fine tutti noi cerchiamo di trovare il nostro equilibrio personale (una sorta di ricerca della felicità) e questa ricerca individuale prescinde dal tipo di lavoro che si svolge, dal numero di viaggi che si compiono, dal numero di persone che si incontrano durante il cammino e dal numero di storie che si vivono. Jack

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