io.no.so.no.io

E pensare, Principessa,
che ci sono notti, ancora oggi, che mi sveglio di soprassalto, dopo soltanto un’ora di sonno, e mi sveglio perchè sogno mamma, e che ci sono giorni in cui il suo ricordo non mi abbandona mai. Ma oggi è diverso, molto diverso da prima, così diverso che ho deciso di tornare a casa, perchè sono stato lontano anche troppo tempo e perchè sono stato lontano anche troppo tempo e perchè ho una gran voglia di rivedere te. Così tra poco ti riabbraccerò, e non sarà facile. Non sarà facile per te e non sarà facile nemmeno per me, perchè non basterà un abbraccio a sollevarmi dal peso dei sensi di colpa che provo per averti lasciarti sola.

Non cerco giustificazioni ma ti devo delle spiegazioni che forse un giorno capirai, soprattutto se sarò stato capace di dartele senza tanto parlare. Ed è per questo che ti scrivo una lettera, per fissare sulla carta parole che vorrei non aver bisogno di dire.

Vedi, Laura, io sono sempre stato uno che ha inseguito l’ombra delle sue domande nei pensieri più ardui, nella complessità delle grandi architetture filosofiche, nell’irrequietezza che mi tormentava come un basso continuo, perfino in certe assurde, ciniche razionalizzazioni con le quali dominavo le mie debolezza… ma mai dentro di me, dentro di me per davvero.
Mi difendevo dalle avversità della vita (e da me stesso) col distacco e la rassegnazione, credendo che bastassero per superarle. Mi sbagliavo, perchè il distacco e la rassegnazione possono essere tutt’al più il fine della consapevolezza, non il mezzo per evitarla; così quando la vita mi ha messo davvero alla prova,tutte le certezze che avevo si sono frantumate contro il muro del dolore.Perdendo tua madre io ho perso me stesso, ma soltanto quel mezzo me stesso che ero, l’altro, quello che si nascondeva, l’ho trovato cercando di dimenticarla.
Io la vita non te la so spiegare, e non so dirti nemmeno se quel Senso che ho sempre cercato ci sia per davvero, o se invece non finiremo tutti nel grande abbraccio del Nulla, di quello stesso Nulla dal quale proveniamo. Perchè è dal nulla che proveniamo, Laura, e se nessuno può sapere cosa ci sarà dopo, tutti sappiamo cosa c’era prima: nulla appunto, o forse non ci è concesso il ricordo di nulla. Ma c’è una cosa che posso dirti, io, invece: la vita è un’attesa, una lunga attesa durante la quale si inganna il tempo fuggendo. Fuggendo dalla noia, dalla solitudine, dalla paura di morire. Fuggendo soprattutto da noi stessi, senza sapere che il miglior modo di fuggire è restare fermi, cercando di capire da chi si fugge. Solo così si toglie la maschera al personaggio che recita la nostra vita, solo così si spezzano le catene delle aspettative che gli altri hanno su di noi, solo così non si diventa, da vecchi, la caricatura di ciò che si era da giovani. Solo così, Laura, succede, può succedere, che ci si liberi perfino del dolore.
Ed è per questo che oggi sono sereno, perchè per la prima volta sento di essere in pace con i miei ricordi, tanto da poterli dimenticare.
Quello che mi resta sono frammenti, vividi, a volte, e a volte confusi.
Confusi come le voci che ho sentito, i visi che ho guardato, le mani che mi hanno toccato. E come i suoni, gli odori, i sapori che mi hanno inebriato.
Vividi, invece, come il sorriso di tua madre, il suo modo di muovere le mani, la sua grazia. Come tutte le emozioni che mi ha dato, e quelle che mi hai dato tu. Ecco, se dovessi scegliermi il Paradiso vorrei che fosse fatto da tutte le emozioni che ho provato.
Allora, io, adesso, qui, in questo assurdo aereoporto africano, aspettando che fratello Wright riesca a far partire il suo aereo, che sembra quello del Barone Rosso, ho una gran fretta di tornare a casa per condividere di nuovo la mia attesa con te.

Frammenti, ti dico. Lampi di mezze memorie che invece di penetrarmi si spezzano.
Laura non basta averli, i ricordi.
Bisogna avere la forza di perderli per non tradirli.

Alla mia Principessa, con amore, il suo papà.

 

 

dal libro “IO NO” di lorenzo licalzi

io.no.so.no.ioultima modifica: 2008-10-02T23:32:00+02:00da es-senza83
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Un pensiero su “io.no.so.no.io

  1. Che ognuno cerchi di trovare un senso alle cose è assodato però non sono d’accordo sul fatto che c’è certezza del nulla in quanto non c’è certezza nemmeno del contrario. Se non si conosce cosa ci sarà dopo non si conosce nemmeno cosa c’è prima. E’ inutile farsi tante paranoie su cose a cui non troveremo mai una risposta è meglio pensare a vivere la vita che abbiamo e accettarla per quello che è. Jack

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