di una vita (paroleincorsa)

Era lì da quasi un anno.. lei..

Pensava.. sotto terra.. fissando i binari della metro..

Le accadeva spesso.. soprattutto a fine giornata.. di avere la tentazione di sedersi su quel bordo.. oltre la linea gialla.. per fissare meglio quelle rotaie attraversate instancabilmente da migliaia e migliaia di esseri in transito.. in transito verso una meta.. perché prima o poi si deve scendere.. prima o poi.. forse..

Musica.. invece attraversava lei.. e le faceva sentire vivo lo stomaco.. le spingeva il sangue nelle vene.. le faceva vibrare l’anima.. “almeno Lei!”..

Chiudeva gli occhi.. prima mai.. ora lo faceva tranquillamente.. quando era sola.. sola in mezzo a un mare di gente.. si sentiva una goccina.. una goccina invisibile.. per questo chiudeva gli occhi.. buttava fuori il mondo e si immergeva in lei.. e la musica.. che ad alto volume.. serviva anche a coprire il rumore doloroso dei suoi persistenti e inarrestabili pensieri…

Pelle.. la sua.. percepiva a un tratto una fresca carezza.. “sta arrivando..”.. allora le veniva sempre in mente l’immagine della massa d’aria quieta del tunnel che in un attimo era scossa e pressata.. e sconcertata veniva spostata violentemente avanti fino a sfogarsi tra la gente.. chiudevano un po’ gli occhi.. si sistemavano i capelli.. tiravano un sospiro di sollievo.. facevano un passo avanti..

Ferma.. ancora con gli occhi chiusi.. la carezza dell’aria diventava un forte abbraccio.. apriva gli occhi per incrociare quelli gialli che le si avvicinavano.. e poi d’improvviso scorreva davanti.. vicino.. scorreva e scorreva.. sembrava una pellicola che va avanti troppo in fretta.. e pensava.. lei.. che avrebbe voluto essere seduta sul quel gradino.. per vedersi scorrere in un lampo la sua di vita.. la sua..

Eccolo.. si fermava.. la porta proprio davanti a lei.. non la toccava.. aspettava che fossero gli altri a farlo.. uscivano.. gli uni.. fremevano gli altri.. sedersi era l’obiettivo.. fremeva un po’ anche lei.. ma non faceva niente se restava in piedi.. si guardava attorno.. osservava.. uno ad uno per qualche secondo.. ritornava su qualcuno.. senza distinzioni di sesso, razza, età.. di solito trovava sempre qualcuno che la incuriosiva.. si chiedeva dove andassero tutti.. che avessero vissuto 10 minuti prima.. che avrebbero vissuto 10 minuti dopo.. che staranno pensando.. che staranno ascoltando.. o leggendo.. tutti fermi e rinchiusi e rivolti all’interno del serpentone.. qualcuno chiudeva gli occhi.. qualcun’altro faceva baccano.. qualcuno fissava il vuoto.. qualcuno, forse, le stava rivolgendo un pensiero..

Pausa.. quando viaggiava era come se si metteva in pausa.. e si lasciava vestire dalla stanchezza con la fiacchezza.. voleva non pensare ma..

Quel giorno erano accadute molte cose.. eppure.. in pratica.. nessuna.. spesso aveva questa impressione.. vivere senza cambiamenti.. desiderarli e averne paura.. fermarsi e accorgersi che c’erano stati..

Molte cose erano cambiate in un anno..

Adulta..era diventata.. lavorava in ufficio.. aveva uno stipendio.. aveva cambiato città.. mettersi alla prova voleva.. e allo stesso tempo sfuggire da quella vita che le pareva troppo stretta.. era autonoma e indipendente ora.. aveva conosciuto sé al di fuori della campana.. la sua forza d’animo.. il suo spirito combattivo.. lei aveva incrociato un mucchio di gente! Gente che spera di non scordare mai.. e che si augura non la scordino.. ma..

Gente.. persone.. l’amore?.. no.. quello lo temeva.. lo sfuggiva.. non lo definiva.. lo osservava negli altri.. lo invidiava.. lo avrebbe voluto ma..

Fissazioni le chiamava.. quel pensare incessante.. quel desiderio fastidioso.. quell’impotenza devastante.. energia che disperdeva così.. inutilmente.. a volte a cuor leggero.. più spesso a cuor di piombo…

Cosciente.. si.. lo era sempre.. ogni sua situazione era capace di vederla da fuori.. di capire gli errori.. “nastro inceppato” li definiva.. di valutarne i pro e contro.. cosciente che a nulla serviva la consapevolezza.. cosciente che ciò che desiderava era sempre su un binario parallelo a ciò che pensava..

Paura.. aveva.. paura di impazzire.. perdere il controllo.. esplodere implodendo.. diventare cieca..

Sonno.. il suo rifugio.. il suo sollievo.. il suo mezzo di fuggire ancora.. e ancora.. dormire indefinitamente.. spesso era il suo desiderio..

Stanchezza.. non solo fisica.. la portava a fare lunghi respiri.. a chiudere gli occhi e scuotere la testa.. si immaginava sfere di ossigeno che refrigeravano i neuroni sperando che al termine del respiro tutto sarebbe stato più chiaro.. ma invece…

Arrivo.. “grazie a tutti per aver condiviso questo viaggio con me.. buon proseguimento di esistenza..”



di una vita (paroleincorsa)ultima modifica: 2009-08-07T19:51:00+02:00da es-senza83
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “di una vita (paroleincorsa)

  1. ciao a volte posso a leggere raramente commento, ora voglio farlo, così al solo scopo di dirti che la tua solitudine è un po’ la mia, anche se così lontana e diiversa. Lontana negli anni, diversa come lo sono stati i tempi in cui ho iniziato a viverla, e perchè era ed è la mia. Ogni solitudine e diversa, ogni lacrima ha una sua ragione ed un suo motivo che non può essere condivisa da nessun altra. Io ho imparato ad amare le mia solitudine ed a soffrrire della sua mancanza perchè io sono la mia solitudine e tutte le sfumature emotive che comporta, il vivo per la mia solitudine perchè siamo noi
    ciao

Lascia un commento