un po’ di diario

oggi 10 ottobre è una bellissima giornata di sole a mestre.

 

stamattina, in bagno, di fronte a uno specchio che non vedevo, mentre in maniera automatica le mie mani con phon e spazzola stiravano i capelli, pensavo..

 

pensavo a g., a se mai comunicheremo ancora, cercavo di cogliere la sua persona stringendo le tempie, ripensando intensamente alle sue parole nei msg, alle sue (non) azioni, alla sua persona fisica quel 14 agosto..  e poi pensavo a me, alle mie parole inviate, alle mie continue richieste, a quello che di me deve essergli arrivato.. che vergogna ho provato.. a ripensarci ancora non dovrei più avere il coraggio di averci a che fare.. che atroce vergogna, che grande rabbia mi sfocia nella mia solita tristezza.. no.. ormai ho bruciato anche lui..

e così, poi, mentre la mattina scorreva.. nei miei frequenti attimi di solitudine, vera o forzata dalla mia mente, nella visione delle persone della città che attraversavo.. ho pensato alla mia adolescenza, a come non l’ho vissuta “normalmente” e a come quella piccola scuola di vita ora sia una lacuna incolmabile.. un peso che ormai mi porto dietro da anni e che, inizio a credere, abbia forti ripercussioni sulle mie incapacità attuali di rapportarmi con gli altri.. quei famosi giorni passati a guardare il soffitto.. quelle dolorose serate passate al buio con la musica “forte” con cui cercavo di riempire i vuoti.. questi momenti mi hanno segnato così tanto.. e non c’è rimedio..

 

per strada, sotto il sole, in una città non mia, alla ricerca di una pasticceria, ho pensato a me bambina, a come ero spontanea, allegra e musona, intraprendente e curiosa e affettuosa e poi ho pensato all’inceppo dell’adolescenza che mi ha portato qui ora a soffrire di tristezza, a reprimere la rabbia, a non riuscire più a vivere la contentezza e l’entusiasmo, a cercare un motivo in un libro, in un film o in una canzone..

 

ho mandato la cartolina di berlino a f… ho scritto solo la data del viaggio e 3 grossi puntini di sospensione… non ho trovato le parole.. era solo giusto chiudere il cerchio delle “nostre” cartoline..

forse alla fine è stato giusto così.. però, anche se di rado, mi ricapita di pensare a tutto quello che di buono era e mi faceva… ero quasi del tutto serena e felice..

 

ora mi ritrovo ad osservsre le coppiette innamorate abbracciarsi e baciarsi.. ma non le guardo davvero, è solo uno sguardo fisso, la mente è del tutto assorta nei ricordi di quei miei momenti, a sforzarsi di rivivere quelle sensazioni che al momento non sempre mi rendo conto di avvertire.. la fortuna di essere in un abbraccio di una persona importante.. il calore fisico e mentale che trasmette.. la protezione e la sicurezza che in quel momento non occorre altro e che il mondo potrebbe finire lì, in quel gesto e in qull’istante..

 

ho gli occhi umidi e tiro un grosso sospiro..

 

inizio a prendere cosicenza dei miei anni che passano.. sono adulta, sono donna, inizio a chiedermi se devo smettere di usare scarpe sportive e sciarpe colorate, inizio a cercare capelli bianchi e rughe e scopro di perdere ogni giorno di più la mia freschezza.. penso a quanto di rado mi faccio carina, a quanto la mia praticità e semplicità esteriore hanno troppo preso il sopravvento su tutto il resto mentre il tempo e le occasioni stanno inesorabilmente passando.. e divento triste..

 

“liberarmi di certe mie brutte e cattive abitudini” gli ho scritto..

 

“smettere di cercare” mi hanno detto..

 

“esternare per non farmi del male” devo..

 

ottimismo, leggerezza ma non superficialità, intraprendenza ma con prudenza..

 

“nella testa un po’ di sole ed in bocca una canzone”..

 

vorrei.

un po’ di diarioultima modifica: 2010-10-11T23:05:00+02:00da es-senza83
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